Report Strategico
A cura di
Marika Colosio
Questo report raccoglie i principali dati e tendenze emersi dai report di settore per il biennio 2025–2026, con l'obiettivo di fornire al team marketing una visione strategica chiara e operativa. I dati sono tratti da Metricool Annual Report 2025 e Socialinsider Data 2025.
Indice
Il 2025 ha ridisegnato le gerarchie tra le piattaforme social. Mentre alcune registrano crescite significative, altre mostrano segnali chiari di saturazione. La lettura corretta di questi dati è il punto di partenza per qualsiasi strategia efficace.
| Piattaforma | Metrica | Variazione 2024→2025 |
|---|---|---|
| Reach media per post | +51% | |
| Impression per post | +57% | |
| Interazioni per post | +56% | |
| Google My Business | Prenotazioni dal profilo | +13% |
| Reach Post | −31% | |
| Reach Reels | −35% | |
| YouTube | Visualizzazioni per video | +76% |
| TikTok | Visualizzazioni per video | −17% |
| Impression per post | −23% | |
| X / Twitter | Clic sui link | −28% |
| Pubblicazioni settimanali | +29% | |
| Threads | Impression per pubblicazione | +1.536% |
Fonte: Metricool Annual Report 2025
Nonostante la percezione comune lo voglia come una piattaforma superata, Facebook è nel 2025 il social con la maggiore portata globale: oltre 3,07 miliardi di utenti attivi mensili. I dati di performance parlano chiaro.
La reach media per post è aumentata del +51% (da 5.796 nel 2024 a 8.779 nel 2025), le impression del +57% e le interazioni del +56%. Si tratta di miglioramenti netti e trasversali, non di variazioni marginali. I Reels sono diventati la principale fonte di engagement sulla piattaforma.
Questi risultati sono anche figli del recente aggiornamento della piattaforma: Facebook ha spostato i video e i Reels consigliati al centro dell'esperienza utente, privilegiando i contenuti video nel feed e nella sezione Reels — esattamente come ha fatto Instagram. L'algoritmo premia chi produce video, indipendentemente dal numero di follower.
Instagram ha superato i 3 miliardi di utenti attivi mensili nel 2025 e ha lanciato Edits, lo strumento per il video breve. Eppure, paradossalmente, più utenti significano più contenuto e quindi meno visibilità per ciascun post.
Il fenomeno è lo stesso vissuto da Facebook anni fa: con l'aumento della base utenti cresce esponenzialmente la quantità di contenuti pubblicati, e la "torta" della visibilità si divide tra un numero sempre maggiore di pubblicatori. Gli account collegati a Metricool sono cresciuti del 64%, i post del 100%, la frequenza settimanale del 21%. Eppure:
Reach Post
−31%
da 9.877 (2024) a 6.754 (2025)
Reach Reels
−35%
da 14.922 (2024) a 9.689 (2025)
Google My Business non è un social media in senso stretto, ma è uno strumento di contenuto e visibilità locale che merita attenzione strategica al pari di qualsiasi piattaforma. Oltre il 46% delle ricerche su Google ha l'obiettivo di trovare servizi vicini all'utente, e le attività verificate hanno fino a 2,7 volte più probabilità di generare fiducia.
I dati 2025 mostrano una tendenza in forte crescita: le richieste di indicazioni sono aumentate del +34%, gli ordini di cibo del +78%, le impression nelle ricerche da mobile di circa il +30%, e le prenotazioni dal profilo aziendale del +13% (da 76 nel 2024 a 87 nel 2025).
Il video breve non è una tendenza passeggera: è il formato dominante su tutte le piattaforme principali e i dati lo confermano senza margini di dubbio.
I Reels rappresentano il 50% di tutto il tempo trascorso su Instagram.
Gli YouTube Shorts vengono visualizzati oltre 200 miliardi di volte al giorno.
Gli utenti trascorrono in media più tempo su TikTok rispetto a qualsiasi altra app social.
I Reels sono la principale fonte di engagement su Facebook.
Cosa vogliono gli utenti dai brand sui social? Secondo il Q2 2025 Pulse Survey di Sprout Social, la priorità è chiara: il 58% vuole che i brand interagiscano con il proprio pubblico, il 57% vuole serie di contenuti originali. Solo il 28% è interessato a collaborazioni con influencer.
| Cosa vogliono gli utenti dai brand | % utenti |
|---|---|
| Interagire con il proprio pubblico | 58% |
| Pubblicare serie di contenuti originali | 57% |
| Interagire con altri brand | 32% |
| Collaborare con influencer | 28% |
| Cavalcare meme virali | 25% |
Fonte: Sprout Social Q2 2025 Pulse Survey
La differenziazione in un mercato saturo non passa dalla frequenza di pubblicazione, ma dall'identità del contenuto. Non si tratta di collaborare con i creator: si tratta di fare in modo che il brand stesso pensi e agisca come un creator.
Le aziende che performano meglio sui social nel 2025 sono quelle che hanno abbandonato la comunicazione istituzionale e adottato una mentalità editoriale: contenuti originali e seriali, una voce autentica e riconoscibile, narrazione del brand invece di catalogo prodotti, community costruita su interessi condivisi invece che sul numero di follower.
"La nuova esperienza social si basa su ciò che interessa agli utenti, non su chi seguono."
P.S. — Pensare come un creator non significa fare i balletti.
Il comportamento degli utenti sui social è cambiato in modo strutturale: si è passati da piattaforme di interazione attiva a canali di fruizione passiva. L'utente scorre, guarda, consuma — ma commenta e mette like sempre meno. Questo non significa che il contenuto non funzioni: significa che il modo in cui misuriamo il suo successo deve cambiare.
I KPI tradizionali (like, commenti, follower) perdono di rilevanza. Il vero interesse si manifesta attraverso azioni private, che gli algoritmi leggono come segnali di qualità forti. Queste sono le metriche "segrete" su cui concentrarsi:
| Metrica | Perché conta |
|---|---|
| Salvataggi del post | Indica interesse profondo e intenzione di ritorno al contenuto |
| Condivisioni in direct | Il contenuto è percepito come rilevante da condividere privatamente |
| Condivisioni via link (WhatsApp, ecc.) | Amplificazione organica al di fuori della piattaforma |
| Clic sui link esterni | Intenzione concreta di approfondire o acquistare |
| Visite al profilo | Interesse verso il brand: potenziale follower o cliente |
I dati di Socialinsider confermano questo cambiamento: mentre i commenti medi su TikTok sono scesi da 66 a 50 (−24%) e su Instagram da 24 a 20 (−17%), le condivisioni medie su TikTok sono aumentate da 170 a 248 (+46%) e su Instagram da 40 a 45 (+13%). Il contenuto si condivide in privato, non si commenta in pubblico.
| Piattaforma | Metrica | 2024 | 2025 | Variazione |
|---|---|---|---|---|
| TikTok | Commenti medi per post | 66 | 50 | −24% |
| Commenti medi per post | 24 | 20 | −17% | |
| Commenti medi per post | 17 | 22 | +29% | |
| TikTok | Condivisioni medie per post | 170 | 248 | +46% |
| Condivisioni medie per post | 40 | 45 | +13% | |
| Condivisioni medie per post | 13 | 17 | +31% |
Fonte: Socialinsider Data, Jan 2024 – Dec 2025
Un alto numero di follower continua ad avere un valore di percezione sociale: un visitatore che arriva su un profilo con molti follower tende a percepire il brand come più autorevole e affidabile. In questo senso, i follower rimangono un dato rilevante per il primo impatto.
Tuttavia, dal punto di vista algoritmico, i follower hanno perso quasi completamente il loro peso. Gli algoritmi di Instagram e Facebook non tengono più conto della community o del numero di follower per determinare la copertura organica o la viralità di un contenuto. Un account con 500 follower può raggiungere migliaia di persone se il contenuto è rilevante; un account con 100.000 follower può avere una reach minima se il contenuto non intercetta gli interessi dell'algoritmo.
"La nuova esperienza social si basa su ciò che interessa agli utenti, non su chi seguono."
In un contesto competitivo e in rapida evoluzione, l'analisi del dato è il motore per decisioni strategiche efficaci. Non si tratta solo di monitorare i social: i dati digitali, se interpretati correttamente, migliorano le performance generali dell'azienda, anche nelle scelte offline.
Gli insight sulle performance digitali — orari di maggiore engagement, tipologia di contenuti che genera più salvataggi, argomenti che portano più visite al profilo — sono informazioni preziose che rivelano interessi, abitudini e bisogni del pubblico. Questi dati possono e devono informare le strategie aziendali a 360 gradi: dal lancio di un prodotto alla comunicazione in store, dalla scelta degli orari di apertura alla definizione delle offerte promozionali.
Sulla base dei dati analizzati, queste sono le cinque priorità operative per il team marketing nel biennio 2025–2026.
Video First
Produrre contenuti video come priorità assoluta — Reels, Shorts, TikTok. Il formato video breve è il canale con il maggiore potenziale di reach organica su tutte le piattaforme principali.
Brand come Creator
Adottare una mentalità da creator: contenuti originali, autentici, seriali. Abbandonare la comunicazione istituzionale in favore di una voce riconoscibile e di un punto di vista preciso.
Nuovi KPI nella Reportistica
Misurare e comunicare al cliente salvataggi, condivisioni private, clic e visite al profilo. Questi dati raccontano la verità sulle performance, non i like o i commenti.
Presidiare Facebook e Google My Business
Non abbandonare Facebook (reach +51%) e gestire strategicamente il profilo Google My Business come strumento di visibilità locale e generazione di conversioni reali.
Il Dato Guida le Scelte
Usare i dati digitali per guidare le scelte strategiche anche offline. Il dato non è solo uno strumento di misurazione: è una bussola per l'intera azienda.
Note dal campo
Regola n°1
Le campagne ads non vanno mai spente.
Le campagne always on — sempre attive, anche a budget ridotto — non sono un lusso: sono la spina dorsale di qualsiasi strategia di lead generation seria. Spegnere le campagne significa interrompere il flusso di dati, perdere l'ottimizzazione accumulata dall'algoritmo e ricominciare da zero ogni volta. Il costo di riattivarle è sempre più alto del costo di mantenerle accese.
Regola n°2
L'algoritmo video premia il contenuto, non il contenitore.
Su Instagram, Facebook e TikTok è oggi concretamente possibile andare virali anche con una pagina nuova, con zero follower e zero storia. L'algoritmo valuta la qualità e la pertinenza del video — non la dimensione del profilo che lo pubblica. Questa è una delle migliori notizie degli ultimi anni per chi parte da zero o vuole ripartire: il campo di gioco non è mai stato così aperto.